Di cosa parlo
- Gli spaghetti di konjac si fanno con la farina di un tubero usato nella cucina dell'Estremo Oriente, dalla Cina al Giappone alla Corea.
- Si trovano secchi, a nidi da reidratare in acqua calda per 4-5 minuti, oppure già pronti nella loro acqua, da scolare e basta; ogni marca indica le sue istruzioni.
- Senza sale hanno un gusto leggermente dolce e una consistenza un po' vitrea: li abbino a sughi abbondanti di verdure o a un brodo vegetale che ricorda il dashi giapponese, e non al classico sugo di pomodoro, per non metterli a confronto con la pasta.
- Tengono bene la cottura: anche serviti dopo qualche minuto restano separati e non assorbono tutto il liquido come gli spaghetti di riso.
- Una volta reidratati ne calcolo 70-80 g a persona, con abbondante verdura; su Terra Nuova li ho proposti anche con un pesto di erbe aromatiche.
Fonti
- Le ricette sono nel numero di ottobre 2023 di Terra Nuova.
- La scheda del video su veggiechannel.com.
- Il video originale sul canale YouTube Veggie Channel.