Curcuma

Descrizione

"Sollevando il coperchio del contenitore accanto alla porta della bottega, se ne percepisce subito l’odore, anche se ci vuole un attimo prima che il cervello ne registri l’aroma sottile, lievemente amaro come quello della nostra pelle, e quasi altrettanto familiare. Accarezzatene la superficie con la mano, e la serica polvere gialla vi infarinerà il palmo e i polpastrelli. Polvere d’ala di farfalla. Avvicinate la mano al volto. Strofinatevi le gote, la fronte, il mento. Non abbiate timore. Per millenni prima dell’inizio della storia, le spose e le fanciulle che aspiravano a maritarsi hanno fatto lo stesso. Imperfezioni e rughe scompariranno, grasso e segni del tempo saranno spazzati via. Per giorni, in seguito, la pelle brillerà di un pallido bagliore dorato”.

Con queste parole Chitra Banerjee Divakaruni ci introduce la curcuma ne “La Maga delle spezie”, (2005).

Ricordo quando quest'estate lavoravo con due cuochi bengalesi. Ogni volta che mi vedevano con le mani arancioni, perchè imbrattate dalla curcuma fresca grattuggiata che adoperavo per cuocere le melanzane, mi sorridevano dicendo che avrei avuto la pelle molto più bella.

Questa in effetti è una delle proprietà della curcuma, assieme però a molte altre.
La curcuma è un potente antisettico, antiossidante, cicatrizzante.
E' digestiva e antitumorale, agisce sull'apparato digerente, cardiovascolare e in generale sul sistema immunitario.

Di origine cinese, ma tutt'ora coltivata in Cina, India e Indonesia, la curcuma appartiene - come zenzero e cardamomo - alla famiglia delle Zingiberacee.

Dal colore giallo intenso e caldo, è uno degli ingredienti del masala indiano (miscela di spezie) che conosciamo sotto il nome di curry.

Dello "zafferano d'oriente" fin dall'antichità si adopera il rizoma (radice), fresco o essiccato e ridotto in polvere. Conosciuta fin dall'antica Roma, nel medioevo - per l'affinità cromatica - era adoperata per combattere l'itterizia e, in generale, era associata alle affezioni del fegato. Oltre all'ambito medico, la curcuma ha rivestito un ruolo importante nella tintoria.

Anche a Oriente, il suo uso fin dai tempi antichi non aveva solo impieghi gastronomici fini a se stessi, ma nel contesto dell'alimentazione ayurvedica era ampiamente adoperata, sempre in associazione a una componente a base lipidica per facilitarne l'assimilazione, (come il golden milk, molte preparazioni prevedono di sciogliere la curcuma con grassi come il latte o il ghee, ovvero il burro chiarificato), per riequilibrare i tre dosha (cioè i "temperamenti", o "costituzioni"). E in effetti, come ci racconta la Divakaruni, il suo gusto pungente e amaro agisce su Pitta, mentre essendo la curcuma riscaldante, ha un'azione su Kapha e Vata.

Su questo tema ho trovato utile, come semplice ed esemplificativo primo approccio: https://chopra.com/articles/what-is-a-dosha e, in generale, i testi di Depaak Chopra.

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