L'aceto è il risultato della fermentazione acetica del vino bianco o rosso
Se volete saperne di più:
quiIl nome viene dal latino vinum acre, "vino aspro". A trasformare il vino in aceto sono dei batteri che, a contatto con l'aria, convertono l'alcol in acido acetico: si forma così la "madre", una pellicola gelatinosa che i produttori tradizionali conservano e tramandano, come si fa con il lievito madre.
A Venezia l'aceto ha una storia speciale: è l'anima del saor, la cipolla stufata in agrodolce con cui i marinai conservavano il pesce durante i lunghi viaggi. Io lo uso nella versione vegetale, il saor di zucca, ma anche per marinare le verdure, nelle panzanelle e in tutte le preparazioni in agrodolce.
L'aceto di vino bianco è più delicato, quello rosso più intenso e fruttato. Usatelo con misura: poche gocce bastano a ravvivare un'insalata o a bilanciare un piatto troppo dolce.